Statuto

APPROVATO DALL’ASSEMBLEA DEL 24 MAGGIO 2012
VERSIONE DEL 25 MAGGIO DEPOSITATA IL 28 MAGGIO IN REGIONE

STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO

CONSULTORIO FAMILIARE UCIPEM – ONLUS

TITOLO I Disposizioni Generali

Art. 1 Denominazione e sede

1. Ai sensi della legge 29 luglio 1975 e della disciplina di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266 il “Consultorio Familiare” si costituisce in Associazione di volontariato “Consultorio Familiare U.C.I.P.E.M. – ONLUS”.
2. L’Associazione ha sede in via Torre Belfredo, 4/3, a Mestre nel Comune di Venezia. 3. L’organizzazione assume la forma giuridica di associazione apartitica e aconfessionale.

4. Il trasferimento della sede legale non comporta modifica statutaria, ma l’obbligo di comunicazione agli uffici competenti.

Art. 2
Statuto e Regolamento

1. L’Associazione di volontariato è disciplinata dal presente Statuto e svolge la propria attività secondo le norme e nei limiti previsti dalla legge 266/91, dalla legge 405/75 disciplinante l’attività dei Consultori familiari, nonché dalle leggi regionali e statali.
2. Il Regolamento di esecuzione, redatto dal Consiglio Direttivo e deliberato dall’Assemblea, disciplina, nel rispetto dello Statuto, tutti gli aspetti riguardanti l’Associazione, le attività ed i rapporti dei soci del Consultorio.

Art. 3
Efficacia ed Interpretazione dello Statuto

1. Il presente Statuto vincola alla sua osservanza i soci del Consultorio.
2. Lo Statuto costituisce la regola fondamentale di comportamento dell’attività democratica dell’Associazione stessa; il Regolamento di esecuzione dello Statuto disciplina gli aspetti organizzativi più particolari. Lo Statuto è interpretato secondo le regole della interpretazione dei contratti e secondo i criteri dell’articolo 12 delle preleggi al codice civile.

Art. 4 Modifiche dello Statuto

1. Il presente Statuto è modificato con la presenza di almeno 3/4 (tre quarti) dei soci risultanti dal libro dei soci al momento della convocazione dell’Assemblea e il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

TITOLO II
Finalità dell’Associazione

Art. 5 Solidarietà

1. L’Associazione di volontariato “Consultorio familiare U.C.I.P.E.M.” non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale.
2. Il “Consultorio familiare U.C.I.P.E.M.” è costituito da un insieme organico di persone con competenze, ruoli e funzioni strettamente connesse ai servizi erogati agli utenti, le

1

APPROVATO DALL’ASSEMBLEA DEL 24 MAGGIO 2012
VERSIONE DEL 25 MAGGIO DEPOSITATA IL 28 MAGGIO IN REGIONE

cui esigenze costituiscono il punto di riferimento fondamentale e primario per ogni operatore e per il servizio stesso. Opera come servizio al pubblico aperto a tutti coloro che vi si rivolgono. Agisce nello spirito di volontariato caratterizzato dalla competenza professionale dei soci acquisita e aggiornata attraverso corsi e tirocini specifici, attraverso la supervisione di équipe e la supervisione personale. Promuove l’attuazione e il potenziamento dei valori del matrimonio e della famiglia secondo lo spirito della Costituzione italiana ed i principi in essa riconosciuti ed affermati. Opera, nel rispetto dei principi enunciati all’art. 1, al di fuori di dipendenze partitiche e confessionali, nel rispetto della persona e delle sue convinzioni. I soci sono tenuti al segreto professionale.

Art. 6 Finalità nel settore

1. La specifica finalità dell’Associazione di volontariato è quella di svolgere un servizio consultoriale, terapeutico e formativo che si qualifica nell’aiuto offerto alle coppie ed ai singoli in ordine alla prevenzione e soluzione di problemi personali, prematrimoniali e familiari con particolare attenzione ai giovani, ai minori ed alle loro condizioni, secondo lo spirito delle leggi nazionali e regionali.

Art. 7
Ambito di attuazione delle finalità

1. L’associazione opera nel territorio della Regione Veneto, con particolare riferimento al territorio della Provincia di Venezia.

Art. 8
Principi Fondamentali

1. I principi fondamentali su cui si basa l’attività dell’Associazione di volontariato, oltre a quelli comuni a tutte le organizzazioni di volontariato per quanto stabilito dalla legge 266/91, sono quelli richiamati dalla Charta dell’UCIPEM, ove vien fatto riferimento all’ispirazione cristiana, nel rispetto dei principii di laicità e aconfessionalità.

TITOLO III Attività del Consultorio

Art. 9
Operatori e gruppi di lavoro

1. L’attività del Consultorio è svolta dai soci i quali, nell’ambito delle loro inclinazioni e delle loro competenze, prestano la loro attività gratuitamente quali consulenti familiari e altri specialisti (in particolare, psicologi psicoterapeuti, pedagogisti, avvocati, istruttori metodo billings, grafologi), personale di segreteria.

Art. 10 Forme d’intervento

1. Il Consultorio opera:
a) all’interno:
offrendo ai singoli, alla coppia e ai nuclei familiari l’informazione preventiva, la consulenza psicologica, medica, legale, pedagogica, sociale, sessuologica, morale, di altre discipline ed in ordine alla scelta dei metodi e mezzi per una procreazione responsabile.
b) all’esterno:
– collaborando alle ricerche sulla idoneità psicofisica dei minori al matrimonio, secondo le disposizioni vigenti;

2

APPROVATO DALL’ASSEMBLEA DEL 24 MAGGIO 2012
VERSIONE DEL 25 MAGGIO DEPOSITATA IL 28 MAGGIO IN REGIONE

– promuovendo corsi, incontri, dibattiti a carattere culturale e divulgativo sulle problematiche della famiglia, della coppia e del singolo per una conoscenza adeguata della sessualità, delle forme di regolazione delle nascite e dei rapporti educativi;
– promuovendo studi e ricerche sulle problematiche familiari anche in collaborazione con altri operatori o enti interessati.

TITOLO IV Soci

Art.11 I Soci

1. Sono soci del Consultorio UCIPEM le persone fisiche che ne condividono le finalità e lo spirito, secondo i fondamenti della Charta dell’Ucipem; agiscono all’interno e all’esterno dello stesso contribuendo alla sua sussistenza, senza ragioni di lucro, essendo in regola con le quote associative annuali.

2. L’ammissione all’Associazione è deliberata a maggioranza dal Consiglio Direttivo del Consultorio, poi ratificata dall’Assemblea nella prima riunione utile, su domanda scritta del richiedente il quale dovrà essere presentato da due soci in regola con i pagamenti.

3. Prima di ottenere l’ammissione definitiva, il nuovo socio dovrà avere partecipato all’attività del Consultorio per un anno.
4. L’ammissione a socio è a tempo indeterminato, fermo restando il diritto di recesso.

Art. 12 Diritti dei Soci

1. I Soci, riuniti in Assemblea, eleggono il Consiglio Direttivo e il Collegio dei Probiviri. Parimenti hanno diritto di essere eletti negli stessi.
2. I Soci hanno il diritto di informazione sulle attività dell’associazione e di controllarne l’andamento;

3. I Soci hanno diritto di prendere atto dell’ordine del giorno delle assemblee, di visionare il rendiconto economico-finanziario e di consultare i verbali.
4. I Soci del Consultorio hanno diritto di essere eventualmente rimborsati delle spese sostenute per l’attività prestata, ai sensi della legge n. 266/1991 e nei limiti stabiliti dall’Associazione stessa e previo assenso del Consiglio Direttivo.

Art. 13 Doveri dei Soci

1. I Soci hanno il dovere di rispettare il presente Statuto e il Regolamento interno.
2. L’attività prestata da ciascun socio in seno all’Associazione deve essere personale, spontanea, gratuita e senza fine di lucro.
3. Il comportamento verso gli altri Soci e all’esterno dell’Associazione è animato da spirito di solidarietà e ispirato dai principi di correttezza, onestà e probità.
4. Il Socio che contravviene ai doveri stabiliti dallo Statuto è soggetto a provvedimento disciplinare da parte dei Probiviri (richiamo orale, sanzione scritta, sospensione) nonchè passibile della sanzione dell’esclusione dalla Associazione, per gravi motivi e con le modalità di cui all’articolo 14.3.
5. I Soci hanno il dovere di versare la quota associativa secondo l’importo annualmente stabilito.
6. La quota sociale è intrasmissibile e non rivalutabile.

Art. 14
Perdita della qualifica di socio

1. La qualità di associato si perde per morte, recesso od esclusione.

3

APPROVATO DALL’ASSEMBLEA DEL 24 MAGGIO 2012
VERSIONE DEL 25 MAGGIO DEPOSITATA IL 28 MAGGIO IN REGIONE

2. Il socio può recedere dall’associazione mediante comunicazione scritta al Consiglio Direttivo, indirizzata presso la sede del Consultorio.
3. Nell’eventualità di cui all’art. 13.3, può darsi luogo all’esclusione del socio dalla Associazione con delibera dell’Assemblea a mezzo di votazione con voto segreto, previa istruttoria del Collegio dei Probiviri, e udite le giustificazioni dell’interessato.

4

1.Sono Organi del Consultorio: – l’Assemblea;
– il Consiglio Direttivo;
– il Presidente;

– il Collegio dei Probiviri.
2. Tutte le cariche sono gratuite.

TITOLO V Gli organi

Art. 15 Indicazione degli Organi

Capo I L’Assemblea

Art. 16 L’Assemblea

1. L’Assemblea è composta da tutti i Soci del Consultorio in regola con il versamento della quota sociale annuale.
2. L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’Associazione o, in sua assenza, dal Vicepresidente.

3. Ciascun Socio può farsi rappresentare da un altro Socio mediante delega scritta; un Socio può rappresentare un solo socio assente.

Art. 17
Compiti dell’Assemblea

1. L’assemblea deve:
– approvare il conto consuntivo;
– determinare definitivamente l’importo della quota sociale annuale dopo la proposta del Consiglio Direttivo;
– determinare le linee generali programmatiche dell’attività dell’associazione;
– eleggere e revocare il Presidente, il Consiglio Direttivo e il Collegio dei Probiviri;
– deliberare su quant’altro demandatole per legge, per statuto ovvero sottoposto al suo esame dal Consiglio Direttivo;
– decidere in merito all’ammissione dei nuovi soci e alla eventuale loro esclusione.

Art. 18 Convocazione

1. L’Assemblea ordinaria è convocata dal Presidente almeno due volte l’anno per l’approvazione del bilancio di previsione e del bilancio consuntivo.
2. La convocazione avviene con avviso scritto contenente l’ordine del giorno, spedito almeno 15 giorni prima della data fissata per l’assemblea all’indirizzo risultante dal libro dei soci oppure mediante affissione nella sede dell’Associazione. La spedizione dell’avviso può essere eseguito in via telematica se i soci hanno fornito idoneo indirizzo di posta elettronica.

3. L’Assemblea può essere convocata in seduta straordinaria dal Consiglio Direttivo o su richiesta scritta di almeno un decimo dei Soci.

Art. 19

APPROVATO DALL’ASSEMBLEA DEL 24 MAGGIO 2012
VERSIONE DEL 25 MAGGIO DEPOSITATA IL 28 MAGGIO IN REGIONE

Assemblea ordinaria

1. L’Assemblea ordinaria è validamente costituita in prima convocazione con la presenza di almeno la metà più uno dei Soci risultanti dal libro dei soci al momento della convocazione; in seconda convocazione l’Assemblea è validamente costituita e delibera sull’ordine del giorno di prima convocazione, qualunque sia il numero dei presenti.

2. L’assemblea delibera a maggioranza assoluta dei presenti.
3. Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità gli amministratori non hanno diritto di voto.

Art. 20 Assemblea straordinaria

1. L’assemblea straordinaria modifica lo statuto con la presenza di almeno 3/4 (tre quarti) dei soci risultanti dal libro dei soci al momento della convocazione e il voto favorevole della maggioranza dei presenti. L’assemblea straordinaria delibera lo scioglimento e la liquidazione, nonché la devoluzione del patrimonio con il voto favorevole di almeno i 3/4 (tre quarti) dei Soci.

Art. 21 Votazione

1. I voti sono palesi, salvo che riguardino, anche indirettamente, le persone o le qualità delle persone.

Art. 22 Verbalizzazione

1. Le discussioni e le deliberazioni dell’Assemblea sono riassunte in un verbale redatto dal Segretario e sottoscritto anche dal Presidente.
2. Il verbale è tenuto, a cura del Presidente, nella sede dell’Associazione.
3. Ogni Socio ha diritto di consultare il verbale e di trarne copia.

Capo II
Il Consiglio Direttivo

Art. 23
Il Consiglio Direttivo

1. Il Consiglio Direttivo, organo di governo ed amministrazione dell’associazione, opera in attuazione delle volontà e degli indirizzi generali dell’Assemblea. E’ eletto dall’Assemblea dei Soci alla quale risponde direttamente e dalla quale può essere revocato.

2. Il Consiglio Direttivo è composto da un numero dispari compreso fra cinque e nove soci che hanno ottenuto maggiori suffragi dall’Assemblea. Tale numero va deciso con voto all’inizio dell’Assemblea per l’elezione del Consiglio Direttivo. Possono essere elette persone che si candidano entro 30 giorni dalla scadenza elettorale, ma anche persone senza candidatura.

3. I suoi membri prestano attività in modo personale, spontaneo e gratuito.
4. Il Consiglio Direttivo è validamente costituito quando è presente la maggioranza dei componenti.
5. Le deliberazioni sono assunte a maggioranza dei presenti.

5

1. Il Consiglio Direttivo:

Art. 24 Durata e Funzioni

APPROVATO DALL’ASSEMBLEA DEL 24 MAGGIO 2012
VERSIONE DEL 25 MAGGIO DEPOSITATA IL 28 MAGGIO IN REGIONE

a) dura in carica per il periodo di tre anni e può essere revocato dall’Assemblea con la maggioranza degli aventi diritto al voto;
b) è responsabile di fronte all’Assemblea dei Soci del governo e della conduzione del Consultorio, delle attività all’interno ed all’esterno promosse dallo stesso a norma di legge;

c) elegge, a maggioranza dei presenti, il Vicepresidente, il Tesoriere, il Coordinatore per lo svolgimento delle attività del Consultorio e il Coordinatore per la formazione;
d) autorizza l’espletamento delle attività dei consulenti familiari e degli specialisti, nonché dei collaboratori che operano nel Consultorio, su proposta del Coordinatore, e ne disciplina l’attività;

e) dà indicazioni e fornisce la documentazione necessaria al Tesoriere per l’elaborazione dei bilanci di cui al Titolo n. VII.
2. Il Presidente dell’Associazione è il presidente del Consiglio Direttivo, ed è nominato dall’assemblea assieme agli altri componenti del Consiglio.

3. Le deliberazioni del Consiglio Direttivo sono assunte a maggioranza dei presenti.

Capo III
Il Presidente

Art. 25 Funzioni del Presidente

1. Il Presidente rappresenta legalmente il Consultorio di fronte ai terzi e compie tutti gli atti che impegnano l’Associazione verso l’esterno e, inoltre,
a) è eletto dall’Assemblea tra i propri componenti a maggioranza dei presenti;
b) dura in carica tre anni;

c) presiede l’Assemblea ed il Consiglio Direttivo curandone l’ordinato svolgimento dei lavori;
d) svolge tutte le funzioni relative all’Associazione di volontariato con poteri di delega in favore dei Soci del Consultorio;

e) sottoscrive il verbale dell’Assemblea e cura che sia custodito presso la sede del Consultorio dove può essere consultato dai Soci;
f) attua le deliberazioni dell’Assemblea e compie i conseguenti atti giuridici
2. Il Presidente cessa le sue funzioni per scadenza del mandato, per dimissioni volontarie o per eventuale revoca decisa dall’Assemblea, con la presenza della metà più uno dei soci e votazione a maggioranza assoluta dei presenti.

3. Almeno un mese prima della scadenza del mandato del Consiglio Direttivo, il presidente convoca l’Assemblea per la elezione del nuovo Presidente e del Consiglio Direttivo.

Capo IV
Il Tesoriere

Art. 26 Compiti del Tesoriere

1. Il Tesoriere è eletto dal Consiglio Direttivo, e dura in carica tre anni. Custodisce i libri contabili e le scritture del Consultorio. Provvede alla registrazione contabile di tutte le entrate. Elabora i bilanci di cui al Titolo VII e fornisce il parere tecnico ogni qual volta l’Associazione debba esporsi finanziariamente.

Capo V
Il Collegio dei Probiviri

Art. 27
Il Collegio dei Probiviri

6

APPROVATO DALL’ASSEMBLEA DEL 24 MAGGIO 2012
VERSIONE DEL 25 MAGGIO DEPOSITATA IL 28 MAGGIO IN REGIONE

1. Il Collegio dei Probiviri è formato da tre componenti votati dall’Assemblea. La persona maggiormente votata tra i Probiviri funge da Presidente. I suoi membri durano in carica per tre anni e prestano attività in modo personale, spontaneo e gratuito.

2. Ha il compito di tutelare che l’attività del Consultorio e lo svolgimento dei compiti connessi con le responsabilità elettive si realizzino in sintonia con lo Statuto ed il Regolamento. Il Collegio dei Probiviri accerta la corrispondenza del Bilancio alle risultanze dei libri e delle scritture contabili; deve altresì accertare trimestralmente la consistenza di Cassa e di Banca insieme con il Tesoriere.

3. Ha funzioni di arbitro per la composizione di ogni eventuale controversia.
4. Su proposta del Consiglio Direttivo o per sua autonoma decisione prende in esame un eventuale provvedimento sanzionatorio (richiamo orale, sanzione scritta, sospensione) o di esclusione nei confronti di soci del Consultorio per aver contravvenuto ai doveri stabiliti dallo Statuto. Il giudizio del Collegio dei probiviri è insindacabile.

TITOLO VI
Le risorse economiche

Art. 28 Indicazione delle risorse

Le risorse economiche del Consultorio sono costituite da :
a) contributi dei soci o altri privati;
b) contributi dello Stato, di Enti o di istituzioni pubbliche finalizzati esclusivamente al sostegno di specifiche e documentate attività o progetti;
c) donazioni e lasciti testamentari;
d) rimborsi derivanti da convenzioni;
e) entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali di cui al D.M. 25 maggio 1995 come da apposita voce di bilancio.

Art. 29 I Beni

1. I beni del Consultorio sono beni immobili, beni registrati mobili e beni mobili.
2. I beni immobili e i beni registrati mobili possono essere acquistati dall’Associazione e sono ad essa intestati.
3. I beni mobili di proprietà degli soci o di terzi possono essere dati in comodato o acquistati dall’Associazione stessa e ad essa intestati.
4. I beni immobili, i beni registrati mobili, nonché i beni mobili che sono collocati nella sede sono elencati nell’inventario, che è depositato presso la sede stessa e può essere consultato dai soci.

Art. 30 Contributi

1. I contributi dei Soci sono costituiti dalla quota annuale, proposta nel suo ammontare di anno in anno dal Consiglio Direttivo e deliberata dall’Assemblea.
2. I contributi straordinari potranno essere stabiliti dall’Assemblea che ne determina l’ammontare.

3. E’ fatto obbligo al Tesoriere di provvedere alla registrazione contabile di tutte le entrate.

Art. 31 Erogazioni, donazioni e lasciti

7

APPROVATO DALL’ASSEMBLEA DEL 24 MAGGIO 2012
VERSIONE DEL 25 MAGGIO DEPOSITATA IL 28 MAGGIO IN REGIONE

1. Le erogazioni liberali in denaro o di altro tipo sono accettate dal Consiglio Direttivo che delibera sulla utilizzazione di esse, in armonia con le finalità statutarie del Consultorio. Il Consiglio Direttivo ha l’obbligo di relazionare all’Assemblea.
2. I lasciti testamentari sono accettati, con beneficio d’inventario, dall’Assemblea che delibera circa l’utilizzo degli stessi, in armonia con le finalità statutarie.

Art. 32 Devoluzione dei beni

1. In caso di scioglimento o cessazione dell’Associazione, i beni, dopo la liquidazione, saranno devoluti dall’Assemblea dei Soci ad analoga Associazione di volontariato.

Art. 33
Divieto di distribuzione degli utili

1. L’associazione ha il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale durante la propria vita, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge.
2. L’associazione ha l’obbligo di impiegare gli eventuali utili o avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali.

Art. 34
Proventi derivanti da attività marginali

1. I proventi derivanti da attività commerciali o produttive marginali sono inseriti in apposita voce di bilancio dell’associazione; l’assemblea delibera sulla utilizzazione dei proventi di cui al D.M. 25 maggio 1995, che deve essere comunque in armonia con le finalità statutarie dell’organizzazione e con i principi della L. n. 266/1991.

TITOLO VII Il Bilancio

Art. 35
Bilancio consuntivo e preventivo

1. Il bilancio è annuale e decorre dal 1° Gennaio di ogni anno.
2. Il bilancio consuntivo contiene tutte le entrate e le spese relative al periodo di un anno.
3. Il bilancio preventivo contiene le previsioni di spesa e di entrata per l’esercizio annuale successivo.

Art. 36
Formazione e contenuto del bilancio

Il bilancio consuntivo e preventivo è elaborato dal Tesoriere su indicazioni del Consiglio Direttivo. Esso contiene le singole voci di spesa e di entrata relative al periodo di un anno.

Art. 37 Approvazione del bilancio

1. Il bilancio consuntivo è approvato dall’Assemblea ordinaria entro il 31 Marzo dell’anno successivo.
2. Il bilancio consuntivo è depositato presso la sede del Consultorio quindici giorni prima della seduta e può essere consultato da ogni socio.

3. Il bilancio preventivo è approvato dall’Assemblea nella stessa seduta di cui al punto 1. entro il 31 Marzo.

8

APPROVATO DALL’ASSEMBLEA DEL 24 MAGGIO 2012
VERSIONE DEL 25 MAGGIO DEPOSITATA IL 28 MAGGIO IN REGIONE

4. Il bilancio preventivo è depositato presso la sede del Consultorio quindici giorni prima della seduta e può essere consultato da ogni socio.

TITOLO VIII Le convenzioni

Art. 38 Deliberazioni delle Convenzioni

1. Le Convenzioni tra il Consultorio ed altri enti e/o soggetti sono deliberate dall’Assemblea.
2. Copia di ogni convenzione è custodita, a cura del Presidente, nella sede del Consultorio.

Art. 38 Stipulazione della convenzione

La convenzione è stipulata dal Presidente del Consultorio che ne assume la responsabilità di attuazione secondo le finalità dell’Associazione.

TITOLO IX
Stipendi dipendenti e collaboratori

Art. 40 Dipendenti

1. Il Consultorio può avvalersi di personale retribuito nei limiti previsti dalla L. n. 266/1991.
2. I rapporti tra l’Associazione e i dipendenti sono disciplinati dalla legge e dal Contratto Collettivo di Lavoro che regola le relative qualifiche.

3. I dipendenti sono assicurati contro le malattie, infortuni e responsabilità civile verso terzi ai sensi di legge.

Art. 41 Collaboratori

1. Il Consultorio può giovarsi dell’opera di collaboratori di lavoro autonomo.
2. I rapporti tra il Consultorio ed i collaboratori di lavoro autonomi sono disciplinati dalla legge.

TITOLO X Assicurazione e Responsabilità

Art. 42 Assicurazione dei Soci

Gli operatori attivi del Consultorio sono assicurati contro le malattie, gli infortuni e per la responsabilità civile verso i terzi.

Art. 43 Responsabilità dei Soci

L’Associazione risponde con le proprie risorse economiche dei danni causati per inosservanza delle Convenzioni e dei contratti stipulati.

Art. 44 Assicurazione del Consultorio

9

APPROVATO DALL’ASSEMBLEA DEL 24 MAGGIO 2012
VERSIONE DEL 25 MAGGIO DEPOSITATA IL 28 MAGGIO IN REGIONE

Il Consultorio può assicurarsi per i danni derivanti da responsabilità contrattuale ed extra – contrattuale dell’Associazione stessa.

TITOLO XI
Rapporti con altri enti o soggetti

Art. 45
Rapporti con Enti e soggetti privati

Il Consultorio coopera con altri soggetti privati per lo svolgimento delle finalità di solidarietà.

Art. 46
Rapporti con Enti pubblici

Il Consultorio partecipa e collabora con enti pubblici per la realizzazione delle finalità sociali, civili, culturali e di solidarietà.

TITOLO XII Disposizioni finali

Art. 47 Regolamento di attuazione

Ciò che non è espressamente previsto in ordine amministrativo e disciplinare dal presente Statuto potrà essere esplicitato dal Regolamento di attuazione.

Art. 48
Rinvio al Codice Civile

Per tutto quanto non espressamente previsto dal presente Statuto si fa riferimento alle norme del Codice Civile in materia ed ai principi generali dell’ordinamento giuridico.

 

✓  Statuto approvato dall’Assemblea dei Soci in Venezia-Mestre in data 5 febbraio 1997

 

✓  Il testo è stato modificato ai sensi del D.M. 460/97 e approvato in Assemblea

straordinaria dei Soci in data 21 gennaio 1998: alla denominazione viene

aggiunta la sigla ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale)

 

✓  Il testo è stato modificato nell’attuale stesura e approvato dall’Assemblea straordinaria dei Soci in data 21 aprile 1999: eliminato l’art.22 “Esclusione”, modificati artt.: 32 (ex 33) – 37

(ex 36) comma 3 . Il testo completo dello Statuto modificato viene copiato sul libro Soci.

 

✓  Il testo degli artt. 28 e 32 sono stati modificati e approvati dall’Assemblea dei Soci del 21 marzo 2006. Si è specificato che i membri del Consiglio Direttivo e del Collegio Probiviri

“prestano attività in modo personale, spontaneo, gratuito e senza scopo di lucro”

 

✓  Il testo è stato modificato nell’Assemblea Straordinaria del 17 marzo 2008, sostituendo alla denominazione “Direttore” la dizione “Coordinatore”.Tale modifica è stata riportata anche

nel Regolamento.

10

APPROVATO DALL’ASSEMBLEA DEL 24 MAGGIO 2012
VERSIONE DEL 25 MAGGIO DEPOSITATA IL 28 MAGGIO IN REGIONE

✓ Il testo è stato modificato nell’Assemblea Straordinaria del 23 maggio 2012

11